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Esiste uno stretto rapporto fra il sistema cerebrale e nervoso.
Il cervello invia all’occhio le sensazioni ricevute dalle cellule che in caso di anomalia si evidenziano sull’iride sotto forma di macchie, fessure, striature, linee, punti, rilievi, anelli di varia intensità e pigmentazione.
In relazione alle zone dell’iride in cui sono localizzate, è possibile scoprire quale organo o quale funzione del corpo risultano alterati, il carico delle tossine presenti, le carenze minerali ed energetiche.
L’Iridologia si occupa quindi di interpretare i disegni, i colori, le forme della parte visibile dell’occhio: iride, pupilla, schera, e di mettere tale rilievi in relazione allo stato di salute o di malattia dell’organismo: l’occhio diventa il microcosmo in cui si specchia il macrocosmo dell’intero corpo.
Il vero ruolo dell’iridologia è di permettere al naturopata una panoramica rapida e completa che gli consenta di definire il “quadro vitale” del soggetto osservato delineandone costituzione, energia, difese, età biologica dei tessuti, stress, personalità, ipersensibilità, ìintolleranze e molto altro ancora.
Anche anticamente, si conferma che nell'occhio sono riflessi tutti gli organi del corpo e che per uno studioso è possibile controllare lo stato di salute di un essere umano.
Non per nulla nei vangeli troviamo una frase che dice: "l'occhio è la lampada del corpo" oppure quest'altra affermazione "se il corpo è puro anche l'occhio lo è".
E' evidente che non si tratta solo di un linguaggio metaforico, gli autori dei vangeli erano degli Ebrei seguaci di Gesù il Nazareno, (rabbino Esseno appartenente alla setta giudaica dei "nazirei" ovvero dei "poveri") il quale conosceva molto bene tutte queste tecniche che erano ai suoi tempi patrimonio della cultura Essena; Ebraica, Egizia.
Antiche usanze Egizie, Essene ed Ebraiche, consigliavano ai malati di recarsi ad ogni malessere, dai Sacerdoti che erano i medici della psiche e del corpo a quei tempi, perché li esaminassero e diagnosticassero i loro disturbi, fornendo loro anche le terapie adatte. (questo comando e' presente anche nell'antico testamento della Bibbia)
I veri sacerdoti di quel tempo erano in grado, conoscendo queste tecniche, di far diagnosi.
Ippocrate stesso (460-377 prima dell'era volgare), fondatore dell'arte medica occidentale, aveva studiato in Egitto come tutti i ricercatori Greci; la medicina in Egitto era insegnata dai medici/sacerdoti nei templi che la trasmettevano oralmente solo ai loro discepoli, quando questi avevano provata la loro devozione.
Già i Cinesi nel 5000 avanti Cristo citarono l'importanza dell'osservazione dell'occhio nei loro scritti.
La scienza Egizia era una derivazione di quella Atlantidea anche integrata, per alcune sue forme, con quella Caldea, Ittita, della Mesopotamia.
Altro esempio, nella Bibbia in Lev. cap. 21: verso 20 si parla espressamente di macchie negli occhi e nel libro di Giobbe 11: 20, si dice che dall'occhio si vede se uno perde energia !
Questi antichi sacerdoti conoscevano oltre all'Iridologia anche le tecniche della Medicina Naturale, vedi tutte le tecniche delle abluzioni, fanghi, immersioni, che sono state "sacralizzate" nei battesimi, digiuni, voti, oppure le cure fatte alle sorgenti delle acque, urino terapia, ecc.; ovviamente anche il rabbino Gesu' il Nazareno (ex esseno) utilizzava ed insegnava queste tecniche.
Storicamente abbiamo altri accenni in alcuni testi dell'anno 1000 e del 200 prima dell'era volgare; Ippocrate stesso (460-375 ante era volgare) dice: "considerate l'Occhio, con quale arte sia costruito e con quanta mirabile finezza il corpo abbia impresso la propria anatomia nella sua immagine"
Nel corso dei secoli questa scienza si è tramandata tra i cultori della concezione globale dell'individuo, la quale implica una Medicina Biologica che comprenda tutte le tecniche, tutti i ritmi, la cosmologia e la psico somatica.
L' Iridologia è arrivata fin nel secolo XX appesa ad un filo.
Nel 1453 nacque H. Bosch (mago ed alchimista), in un suo dipinto "I sette peccati capitali", vi si ammira una rappresentazione allegorica dell'iride ove si possono vedere le relative indicazioni sotto forma simbolica, delle proiezione nell'iride degli organi interni del corpo.
Nel 1670 in Dresda F. Meyen ha scritto "Chiromantia Medica" e cita l'Iride degli occhi.
Nel 1695 a Norimberga J. Siegmund Eltzholtz ha scritto una pubblicazione sull'iride.
Nel 1786 a Gottingen C. Haertels ha scritto "De oculo et Signo".
Possiamo dire che i fondatori Europei dell'Iridologia furono Von Peczely (1826-1911) e lo svedese N. Liiljequist (1851-1936) che scrisse un lavoro intitolato "Oegendiagnosen" ne descrisse i segni importanti per la diagnosi iridologica.
Novanta anni or sono un medico Ungherese, Ignatz Von Peczely, raccogliendo un uccello ferito ad una zampa, si accorse che nell'iride dell'animale era comparsa una macchia; poté così rendersi conto della relazione tra zampa rotta e la comparsa della macchia nell'iride.
Dopo molti anni di studi e di ricerche sui malati, nell'ospedale ove lavorava nel 1880, scrisse un saggio intitolato: "Introduzione allo studio della diagnostica attraverso gli occhi", riportando una mappa che contraddistingueva circa 35 punti corrispondenti ad altrettanti organi del corpo.
Questa carta fu in seguito perfezionata e completata da altri studiosi tra i quali ne citiamo alcuni: Leon Vannier che pubblicò "La diagnosi delle malattie attraverso gli occhi", Gilbert Jausas, Gaston Verdier, Bourdiol, Faronay, J. Deck, F. Vida, S. Jurasumas, Fortier-Bernoville pubblicò "Introduzione allo studio della iridologia scientifica"; V. L. Ferrandic, B. Jensen, H. E. Lane, H. Lindlarh, Kriege, Theegarten, Jaroszyk, Angerer, Schanabel, Lilyequist ecc. Partiti con 35 corrispondenze, oggi siamo a 160 punti Iride, Organi.
La mappa dell'iride di Bernard Jensen.
Nella mappa di Jensen si sono individuate 166 cosiddette aree, 80 nell'iride destra e 86 in quella sinistra. Per identificare meglio le specifiche zone si considera la mappa che corrisponde ad un'iride come il quadrante di un orologio, ad esempio l'area corrispondente al cervello occupa la posizione tra le 11 e le 13, i polmoni e la cassa toracica sono alle 3 nell'iride sinistra, legambe alle 6. Le aree si configurano sia in senso circolare che radiale, cioè vi sono cerchi concentrici divisi in spicchi, lo schema della mappa è asimmetrico, complessivamente il grafico corrisponde alle zone anatomiche in cui si trovano gli organi e le diverse parti del corpo, ad esempio il cervello alla sommità, il piede in basso, i polmoni orizzontalmente fuori dalla circonferenza dell'iride, l'area delle viscere è più all'interno, la pelle è verso l'esterno. Vi è un'ulteriore suddivisione empirica in sette zone come aiuto per la localizzazione dei segni iridologici.
Uno dei primi autori fu E. Schelegel che pubblicò "L'accertamento delle malattie tramite l'occhio".
Nel 1902 Thiel pubblicò "L'accertamento delle malattie tramite gli occhi".
Da allora in avanti, in un rapido susseguirsi di studi e scoperte, l'iridologia si diffuse in tutto il mondo occidentale. Particolare rilievo assume l'opera di Leon Vannier che nel 1923 pubblica in Francia "La diagnosi delle malattie attraverso l'occhio", e le opere dei tedeschi Schnabel, Deck, Angerer, dei francesi Jausas e Rubin e dell'americano Bernard Jensen.
Nel 1954 il dr. W. Lang in Germania all'Istituto di Anatolia di Heidelberg, scopre che anatomicamente esistono dei collegamenti di nervi, di tutte le parti del corpo con l'iride, vedi Lang W. "Die anatomischen und Phisiologischen Grund lagen der Angendiagnose" - Hang Verlag Ulm 1954.
L'iridologia in Italia fa la sua comparsa, dopo lo studioso del rinascimento G. B. Dalla Porta, verso gli anni sessanta ad opera di L. Costacurta, che ripropone le teorie iridologiche e salutistiche del sudamericano Lazaeta Echaran.
Da allora l'iridologia italiana si è mossa rapidamente apportando contributi notevoli all'iridologia mondiale, in particolare attraverso le opere di S. Rizzi, di A.Torti, di E. Di Spazio, di F. Torresin, di S. Magnano, di G. Paolo Vanoli.
Il primo Italiano che scrisse un vero e proprio trattato sull'iridologia fu un frate, Padre Ratti di Genova.
Il libro più recente (1994) è del Dott. F. Gazzola (medico) che è intitolato: "Corso di Iridologia"; in quest'opera egli fornisce anche ulteriori avanzamenti alla scienza iridologica ed una nuova e più particolareggiata mappa dell'iride oltre a fornire le indicazioni terapeutiche adatte.
Vi abbiamo indicato solamente alcuni e non tutti i cultori e maestri dell'arte iridologica.
Come abbiamo potuto osservare, i cinesi, egizi, caldei, esseni, ebrei, greci, ecc., sapevano trarre indicazioni diagnostiche dall'osservazione degli occhi, mentre in Europa, "culla di ogni processo evolutivo e di ogni progresso", sarà solo nel Rinascimento che un originale studioso, Giovan Battista Dalla Porta, scriverà un trattato di molti volumi circa la fisiognomica, cioè l'arte di osservare le fattezze fisiche degli esseri umani per trarne ogni sorta di informazione, anche e soprattutto di tipo psicologico e medico.
All'osservazione delle forme e dei segni che sono evidenziati dagli occhi, il Della Porta dedica un volume intero, nella cui introduzione scrive:
"Sarebbe stato assai convenevole che nel libro passato, dopo il trattato delle ciglia, si fosse trattato degli occhi; ma poichè il trattar degli occhi è il maggiore e più importante compito di tutta la Fisionomia, e bisogna trattar di loro più lungamente, gli abbiamo ridotti in questo luogo e daremo loro un libro particolare. Sono gli occhi veramente fra le nobilissime parti di tutto il corpo umano le principalissime, poichè i principali segni della Fisionomia si traeno dalli occhi. Alcuni han chiamato gli occhi porte dell'Anima, poichè come da certe porte così fuori balena l'anima.
Dice Losso riferendo Alberto: la perfezione della Fisionomia si evidenzia dagli occhi, et i segni che dalli occhi si togliono sono i più veri et i più gagliardi di tutti quelli che si togliono dal volto; e quando i testimon degli occhi s' accordan con quelli del corpo, allora son verissimi: ma se quelli degli occhi discrepan dagli altri, allor devi lasciar gli altri et attaccarti a quelli degli occhi."
Per vedere rifiorire l'interesse per l'iridologia occorre, dai tempi di Della Porta, attendere sino alla fine del secolo scorso, quando il medico ungherese Ignaz Von Paczely e lo svedese Niels Liljequist pubblicarono rispettivamente "Avviamento alla diagnosi oculare" e "Oegendiagnosen", testi nei quali i due medici riferiscono le loro osservazioni ed esperienze circa la diagnosi iridologica.
Questi due autori sono considerati a livello mondiale ed a buon diritto i padri della moderna iridologia.
Un buon libro da studiare, per coloro che sono interessati all'Iridologia, e' quello scritto ed edito dal dott. Bernard Jensen, Cal (USA) dal titolo: "The Science and Tractice of Iridology".
La scuole principali di iridologia sono attualmente quella tedesca, quella francese, quella americana e quella italiana; quest'ultima sta acquisendo contorni sempre più specifici ed originali.
Le differenze tra le varie scuole sono di metodo e di principio: la scuola tedesca si situa molto vicino alle posizioni della medicina ufficiale, essendo ad indirizzo prevalentemente organicistico; la scuola francese ha un indirizzo di tipo omeopatico ed energetico; la scuola americana ha un indirizzo prevalentemente nutrizionistico e naturopatico.
La scuola italiana ha invece un indirizzo più olistico, essa considera in modo originale il malato, riconoscendogli una valenza psicosomatica ed emozionale, per cui accanto alla valutazione dei sistemi organici, colloca la valutazione dei sistemi psichici ed energetici, rappresentati anche nell'occhio: da questo scaturisce una visione piu sintetica del malato piuttosto che della malattia, e partorisce di conseguenza metodi di cura integrati che considerano insieme, alimentazione, nutrizione, terapie energetiche, fitoterapia, omeopatia, ecc.
In effetti pare che attualmente la teoria della scuola italiana sullo studio dell'iridologia, sia più apprezzata anche a livello mondiale, per la sua maggiore completezza.
Tutte le persone dai 40 anni in su, ricorderanno che il vecchio medico di famiglia, quando visitava il malato, dava sempre uno sguardo agli occhi, naturalmente non si trattava di un esame iridologico, ma l'istinto di medico lo portava a non tralasciare una parte importante del corpo, nelle sue analisi diagnostiche.
Possiamo assicurare per esperienza, che se si conoscono bene le corrispondenze organi/iride, non si incorre facilmente in errori diagnostici, in fin dei conti è come leggere un libro... il "Libro della Vita".
L'iridologia è attendibile, ma come tutte le tecniche diagnostiche non è l'assoluta verità, essa deve essere interpretata e controllata attraverso la semeiotica, morfologia corporea.
Cristallino - Iride - Cornea - Coroide - Corpo ciliare: parte dell'occhio posta tra coroide e iride; è localizzato dietro l'iride e attorno al cristallino. Il corpo ciliare ha due funzioni: aa una porzione muscolare (muscolo ciliare) che serve per mettere a fuoco le immagini a varie distanze; e una secernente che produce l'umor acqueo che riempie la parte anteriore dell'occhio.
Pupilla - Retina - Sclera - Corpo vitreo - Zonula
L'occhio e precisamente il bulbo oculare é costituito da tre strati sovrapposti di tessuto.
La parte più esterna viene chiamata sclera ed è quella che comunemente viene chiamata "bianco degli occhi"; al centro della parte anteriore della sclera è situata la cornea, che è un tessuto trasparente e non vascolarizzato che della sclera fa parte, la quale ha il compito di consentire il passaggio dei raggi luminosi.
La seconda membrana, che si trova al di sotto della sclera, assume il nome di corioide e nella sua parte centrale anteriore, in una zona che corrisponde anatomicamente alla collocazione della cornea, da forma all'iride, tessuto che è fortemente vascolarizzato ed innervato.
Quindi l'iride è la parte anteriore della tunica vascolare dell'occhio ed è posta fra la cornea ed il cristallino.
Ha forma circolare e presenta un "buco nero" al centro chiamato pupilla il cui diametro aumenta o diminuisce a seconda dell'intensità della luce; essa presenta nella sua faccia anteriore una colorazione propria che determina il "colore" dell'occhio.
E' costituita da uno stroma connettivale lasso, ricco di cellule pigmentate e di fibre elastiche e rivestito anteriormente da endotelio, posteriormente da strati epiteliali derivati dai foglietti della tunica nervosa.
Il terzo strato, il più interno, è la retina che è sensibile alla luce che trasforma in segnali elettrici, i quali inviati al cervello tramite il nervo ottico ci consentono di vedere.
"La Retina è la membrana più interna dell'occhio. Con le sue cellule sensibili alle radiazioni luminose, invia al cervello attraverso il nervo ottico le informazioni da interpretare. Tra le cellule che compongono la retina si devono ricordare: i coni, responsabili della visione a colori, ma sensibili solo a luci piuttosto intense, e i bastoncelli, che sono particolarmente sensibili a basse intensità di luce ma non ai colori.
Pertanto i coni operano soprattutto in condizione di luce piena, mentre i bastoncelli permettono la visione anche quando la luce è scarsa" -
Bastoncelli nella Retina
"Una retina ha circa 120'000'000 di bastoncelli (ognuno con un diametro di circa 0,002 mm) e 6-7 milioni di coni (ognuno con un diametro di circa 0,006 mm).
Ma l'immagine migliore, quella che vediamo quando fissiamo qualcosa con attenzione e' quella che si forma sulla fovea (all'interno dell'occhio è la zona di massima acuità visiva), che corrisponde ad un angolo di visione di 15 gradi. Nella fovea ci sono in prevalenza coni, percio' con luce scarsa, la fovea e' anche un punto cieco. Ecco perche' di notte, per avere una visione piu' acuta, si deve porre attenzione a quello che si vede da 4 a 12 gradi al di fuori del centro visione.
La fovea e' ampia 2,5-3 mm e contiene una zona specializzata di solo 0,3 mm di diametro (che corrisponde ad un'angolo di 1 grado). Questa zona e' priva di bastoncelli ed e' fittamente coperta di coni molto fini (circa 0.003-0.0015 mm di diametro).
I coni "rossi" (tipo L, sensibili al giallo-verde)rappresentano circa il 33% dei coni nella fovea.
I coni "verdi" (tipo M, sensibili al verde)sono circa fino il 64% dei coni nella fovea.
I coni "blu" (tipo S, sensibili al violetto) sono circa il 3-5% dei coni nella fovea (ma sono piu' grandi degli altri coni).
Nel resto della retina, le percentuali cambiano.
Nella fovea centrale, la densita' di celle e' di circa 125'000/mm2.
Quindi abbiamo circa 42'000 coni rossi/mm2, 80'000 coni verdi/mm2 e 4'000 coni blu/mm2 ".
Gli occhi si possono considerare un'estensione del cervello, ma sono anche il principale dei suoi sensori esterni, infatti durante il processo di formazione del feto, occhi e cervello sono una struttura unica che si origina dallo stesso foglietto embrionale.
In iridologia non si leggono solo i segni dell'iride, ma anche i segni pupillari, importantissimi ed i segni espressi dai vasi sanguigni della sclera e della retina, ma l'iride resta il principale "libro della vita", nel quale poter leggere lo stato di salute del soggetto.
All'ingrandimento l'Iride, vista di fronte, fa risaltare 4 principali zone concentriche:
Il centro, la zona pupillare, la zona del collaretto e la zona ciliare esterna (vedi schema 1).
Si tenga presente che il nervo ottico è formato da circa 1.200.000 fibre che collegano l'occhio al cervello.
Questo legame è il più complesso ed il più ricco esistente negli organismi viventi.
L'iride è l'organo più ricco di dati (informazioni) del corpo; essa contiene circa 270 punti utili, misurabili e di identificazione specifica.
Per la sua formazione embriologica l'Iride è una specie di memoria, registro ideale per conservare le informazioni che sono contenute nei foglietti embrionali che hanno originato anche le diverse funzioni e gli organi del corpo; essa appare alla osservazione come un disco di colore variabile e diverso da individuo ad individuo.
I colori principali delle iridi sono: Il Marrone ed il Blu; abbiamo varie sfumature sul Grigio, Castano, sull'Azzurro e sul Verde; poi vi sono il Verde ed il Marrone scuro.
Queste variazioni di colore dipendono da fattori ereditari, dalla costituzione personale o da alterazioni che sopravvengono per infiammazioni od intossicazioni corporee e che mediante la lettura dell'Iride si rilevano chiaramente.
Prima di arrivare ad analizzare i dati che l'Iride può fornire è necessario effettuare una Iridoscopia, la quale è un esame visivo dell'Iride mediante una fonte di luce e una lente od un microscopio adatto o meglio ancora una lampada a fessura (quella che usano gli oculisti).
L'esame del fondo della retina è altrettanto importante, in quanto segnala per esempio, il grado di degenerazione dei vasi sanguigni collegato ai processi di aterosclerosi, ecc.
Molti si chiederanno come mai con tanta tecnologia a disposizione, si debba utilizzare questa tecnica ?
La risposta è che nell'Iride sono riflessi tutti gli organi del corpo (schema 6 e 3).
Da questa lettura è possibile capire quali organi o sistemi sono alterati (malati); da quanto tempo quell'organo o sistema è sofferente; quali sono le vere cause e concause che lo hanno alterato e se c'è predisposizione ereditaria a rendere disordinato quell'organo o sistema; evidentemente con tutte queste informazioni è possibile effettuare veri e propri esami dello stato di salute di un essere umano.
Oltre a tutto con questi dati si può affrontare meglio il problema dei consigli terapeutici che andremo a fornire alla persona esaminata e su ciò che deve fare per recuperare la salute; inoltre si possono prevedere a grandi linee, gli stadi successivi dei disordini e dove essi tenderanno a cristallizzarsi, cioè a fissarsi (vedi schema 4).
Altro fatto importantissimo è che avremo dalla lettura dell'Iride la possibilità di avere qualche indicazione sul carattere del soggetto oppure conoscere a quanto tempo risale il suo disordine e fatto molto utile, da quale causa esso è stato generato.
Queste cause se chiarite con l'esaminato, gli daranno la possibilità di recuperare la salute.
L'iride è una struttura circolare, posta dietro la cornea ed anteriormente al cristallino.
Al centro dell'iride si trova un'apertura circolare, un buco, la pupilla, che permette il passaggio dei raggi luminosi e per mezzo dei muscoli ciliari ne regola l'intensità di accesso alla retina; i muscoli ciliari che fanno parte dell'iride ne consentono i movimenti di apertura e chiusura della pupilla.
L'iride ha un diametro di circa 12 millimetri e lo spessore (medio) di 0,3 millimetri, non è uniforme su tutta l'iride; è anatomicamente suddivisa in due parti concentriche, l'iride pupillare, quella più interna e l'iride ciliare, all'esterno.
L'iride risulta formata da tre strati di tessuto sovrapposto, che dalla faccia anteriore a quella posteriore sono: l'endotelio, lo stroma e l'epitelio; l'endotelio è la parte anteriore dell'iride, quella visibile e colorata, lo stroma è la parte intermedia ed è costituita da tessuto connettivo fortemente vascolarizzato ed innervato che contiene il muscolo che consente alla pupilla di restringersi, mentre l'epitelio, che sostanzialmente è una continuazione della retina, è composto da due foglietti colorati, che in corrispondenza della pupilla formano il margine pupillare.
Lo strato esterno dell'epitelio forma il muscolo che dilata la pupilla. Il muscolo dilatatore ed il muscolo costrittore della pupilla sono innervati dal Sistema Nervoso Autonomo.
Essa è collegata con i sistemi cerebro-spinali e simpatico; quindi ogni alterazione dell'organismo si manifesta con una dilatazione o ristringimento dei vasi ciliari e del muscolo irideo.
Il colore base dell'iride indica il tipo di costituzione o terreno dell'individuo e del suo tipo di carattere.
Colori della pupilla
Una pupilla in salute deve essere nera, in effetti il colore non è della pupilla, ma del cristallino.
Le variazioni di colore si verificano solo in caso di patologie dell'occhio:
BIANCO SPORCO è il colore che la pupilla assume in caso di cataratta;
VERDASTRO è il colore che la pupilla assume in caso di infiltrazione grassa dell'iride;
GIALLASTRO è il colore che la pupilla assume in caso di maculopatia;
GRIGIO è il colore che la pupilla assume in caso di infiammazione.
Colori dell'opi
Guardando dal centro verso la periferia dell'occhio l'opi è la seconda struttura che incontriamo, è la diretta continuazione della lamina nervosa, cioè della retina ed è delimitata dalla pupilla e dall'ope.
SIGNIFICATO IRIDOLOGICO
Diverse sono le interpretazioni che si danno a questa struttura:
l'efficienza dell'assimilazione gastro-intestinale,
la proiezione del parasimpatico,
indice dell'integrità delle funzioni organiche,
l'indice dello stato del SNC,
l'equilibrio energetico,
l'aspetto psconeuro-endocrino-immunologico,
tendenza genetica..
Un opi sano è di colore marrone, tutte le variazioni sono da considerarsi disbiosi:
ROSSICCIO è il colore che assume l'opi in caso di ipertonia vegetativa, particolarmente osservabile nelle iridi azzurre;
la scuola tedesca lo chiama "anello di nevrastemia" presente in soggetti ipocondriaci.
BIANCO è il colore che l'opi assume in presenza di un terreno fortemente debilitato a causa di stress patologico;
l'equilibrio psconeuroimmunologico è fragile; possono esserci gravi compromissioni di rene, fegato e cuore.
Se pensiamo in termini di logica cinese ci troviamo in forte depressione del ki, cioè dell'energia vitale, dunque la salute, la capacità di reagire, la voglia di vivere è molto scarsa.
BIANCO AD ANELLI DI ZUCCHERO la colorazione è sempre bianca, ma l'opi è sotto forma granulare, proprio come granelli di zucchero; quest'aspetto si presenta quando c'è un cattivo metabolismo degli zuccheri, chiaramente è un dato da confermare in altre strutture iridee.
GIALLASTRO è il colore che l'opi assume in un soggetto con tendenza a sindromi fobico-ossessive, con paura e attacchi di panico.
Considerando dal punto di vita della logica cinese abbiamo un forte squilibrio della loggia dell'acqua.
BRUNO-MARRONE è il colore che assume l'opi quando c'è una compromissione a carico della circolazione ematica.
GRIGIASTRO è il colore che assume l'opi quando c'è un carico nella zona endocrina.
OCRA è il colore che assume l'opi quando c'è un eccesso di acidi urici.
Colori dell'ope
È il primo tratto di iride vero e proprio che si incontra è delimitato dall'opi e dalla zona degli intestini.
SIGNIFICATO IRIDOLOGICO
L'ope rappresenta il riflesso della colonna vertebrale, infatti possiamo immaginare la colonna adagiata su questo arco dove l'apice superiore corrisponde alla prima vertebra cervicale e quello inferiore il coccige e tutto l'arco sia di destra che di sinistra rappresenta gli anelli che la congiungono.
Osservando la forma dell'ope possiamo comprendere la salute della colonna, infatti ogni appiattimento della normale curvatura è indice di una sofferenza vertebrale.
DISCROMIE
BIANCO: indica una degenerazione della colonna.
NERO: indica un deficit circolatorio.
VIOLA: indica disturbi ormonali.
MARRONE: indica un deficit del fegato.
Colori dell'anello dello stomaco
Questa è la prima zona iridea vera e propria, fa parte di una zona più ampia detta Pupillare di cui fa parte anche la zona degli intestini; è rappresentata dal muscolo sfintere pupillare, delineata dall'ope e dalla zona degli intestini.
SIGNIFICATO IRIDOLOGICO
Fisiologicamente rappresenta la salute del parasimpatico avendo il muscolo sfintere un'innervazione parasimpatica, dunque essendo anche lo stomaco retto dal sistema parasimpatico, valutando questa zona valuteremo indirettamente anche lo stato di salute nervoso dello stomaco.
Questo piccolo cerchio visibile solo in caso di problematiche, altrimenti si fonde con la zona degli intestini, rappresenta sia a destra che a sinistra tutta la zona dello stomaco, possiamo distinguere nella zona nasale sinistra il cardias, in alto sia a destra che sinistra il fondo, nella zona temporale destra la piccola curvatura, in quella sinistra la grande ed infine nella zona nasale destra il piloro.
DISCROMIE
Il colore della zona in salute varia a seconda della costituzione, sarà azzurro per le iridi linfatiche, marroncino per le iridi ematogene, marroncino o verde per le iridi miste.
Come già accennato quest'anello in salute non si distingue dal resto della zona intestinale, dunque quando lo vediamo ci troviamo sicuramente in stato di disbiosi.
CHIARO PULITO GRIGIASTRO: indica uno stato di irritabilità nervosa di carattere acuto che può produrre uno stato di eccesso di funzionamento dello stomaco e dare luogo a fenomeni come: pirosi, rigurgiti acidi e gastriti leggere.
CHIARO PALLIDO: indica uno stato patologico subacuto.
CHIARO SPORCO GRIGIO CHIARO: indica lo stato di gastrite ipocloridrica, uno stato successivo a quelli visti in precedenza dove lo stomaco dopo aver prodotto succhi gastrici in eccesso per molto tempo perde la capacità di produrne dando luogo ad una gastrite secca.
RUGGINE: indica un aumento della flora batterica con degenerazione e aumento dei patogeni a livello gastrico; si avrà una forte aerofagia anche con modesti pasti.
Oggi si è portati a pensare che in questa situazione sia possibile trovare intolleranze alimentari.
ROSSO O ROSATO: indica una tendenza emorragica.
MARRONE: la tendenza emorragica si è aggravata in questo caso si può avere una massiccia perdita ematica.
GRIGIO SCURO O NERO: indica una tendenza degenerativa da accertare con solerzia con gli usuali metodi diagnostici.
VIOLA: indica problematiche ormonali spesso a carico del timo.
GIALLO ARANCIONE: indica un eccesso di acido piruvico e un deficit di vitamine del gruppo B, fosforo e manganese.
Per esperienza personale ho notato che i soggetti che avevano avuto un infarto avevano tutti una colorazione di tutta la zona dello stomaco e degli intestini arancio brillante.
Colori della zona degli intestini
È la seconda zona iridea che si incontra, fa sempre parte della zona Pupillare è delimitata dall'anello dello stomaco e dal collaretto; in effetti non è presente una vera e propria struttura che separa la zona dello stomaco da quella degli intestini e se non ci sono particolari patologie non se ne distinguono i confini.
Fermo restando ciò la zona degli intestini può presentare una trama meno fitta rispetto a quella dello stomaco.
Idealmente non dovrebbe occupare un diametro maggiore di un mezzo del diametro dell'iride stessa.
SIGNIFICATO IRIDOLOGICO
Come descrive il nome qui troviamo gli intestini; nell'iride destra troviamo dalle ore 8 il dudeno salenso il colon ascendente, alle 12 il conol trasverso, alle 3 l'ileo, alle 5 il digiuno e alle 7 l'appendice;
mentre a sinistra in alto alle 12 ritroviamo il colon trasverso, alle 2 il colon discendente, alle 4 il sigma, alle 5 il retto e alle 8 l'ileo.
DISCROMIE
MARRONE: chiaramente si distingue maggiormente nelle iridi chiare e sta a simboleggiare un intestino che si svuota male.
ROSSO: è molto pericoloso e sta ad indicare un processo emorragico in atto.
GIALLO, ARANCIO, MARRONE SCURO: hanno lo stesso significato della zona degli organi.
Colori del collaretto
Noto anche come Corona o Siepe, è la struttura che delimita la zona pupillare da quella ciliare, è la zona più elevata dell'iride, normalmente si individua come un cerchio posizionato a due terzi dal Oie..
Durante la vita fetale esso corrisponde alla regione di inserzione della membrana pupillare che chiude l'iride e si apre poco prima della nascita; per questo motivo il collaretto corrisponde ad una zona più ricca di fibre collagene atte a sostenere meglio la membrana pupillare.
A livello del collaretto si fanno sentire due forze contrapposte: il muscolo dilatatore dell'iride disposto in semiradiale, controllato dal sistema nervoso vegetativo ortosimpatico, che dilata la pupilla e i tessuti circostanti; e il muscolo costrittore della pupilla che stringe il forame pupillare e nello stesso tempo tira tutti i tessuti circostanti in senso centripeto ed è controllato dal sistema nervoso vegetativo parasimpatico; dunque si può affermare che il collaretto rappresenta il confine fra sistema nervoso vegetativo simpatico e sistema nervoso vegetativo parasimpatico.
Il rilievo che formano le fibre che si dipartono dall'Opi con quelle che si dipartono dall'Oie viene detto angolo di Fuchs.
SIGNIFICATO IRIDOLOGICO
Il significato iridologico attribuito a questa zona è abbastanza complesso :
essendo fisicamente la zona di confine fra sistema nervoso simpatico e il sistema nervoso parasimpatico è quasi inevitabile pensare che le sue alterazioni o deformazioni rappresentino l'alterazione di questo delicato equilibrio con tutto ciò che ne comporta.
Tuttavia questa non è l'unica ipotesi , infatti Jensen lo considera l'anello di relazione fra la zona degli intestini e la zona degli organi.
Se il collaretto è dilatato denota uno stato di ipotonia simpatica e una ipertonia parasimpatica, chiaramente il contrario nel caso sella contrazione.
È interessante valutare anche la forma più o meno regolare del collaretto ai fini di una diagnosi;
le rientranze indicano una diminuzione del tono vegetativo simpatico e un aumento del tono vegetativo parasimpatico relativo alla zona e una stato spasmodico della zona intestinale interessata;
le protuberanze chiaramente rappresentano la condizione opposta con un carico importante per l'organo interessato.
Ulteriori valutazioni ci vengono dalla posizione più o meno rialzata rispetto alla zona ciliare:
in caso di ipotonia quando il collaretto appare appiattito fino quasi a scomparire si parla di ipotonia simpatica con indebolimento delle difese dell'organismo;
in caso di ipertonia cioè quando il collaretto ispessito appare quasi come un cordone allora parliamo di ipertrofia del tono simpatico, possiamo avere riflessi neurovegetativi esagerati;
un ultima ipotesi è la distonia parziale in cui osserviamo parti ingrossate e parti quasi scomparse, in questo caso abbiamo uno squilibrio che può andare altre il fisico e interessare anche la parte psichica ed emotiva.
Le interpretazioni del collaretto sono innumerevoli per esempio Lo Rito lo chiama "pelliccia psichica" cioè ritiene che il collaretto registri il nostro vissuto emotivo essendo una sorta di personale cronografo di vicissitudine e traumi..
DISCROMIE
Le discromie del collaretto stanno quasi sempre ad indicare un alterazione della flora batterica intestinale.
Colori della zona ghiandolare e degli organi
ANATOMIA:
anatomicamente è la zona iridea più grande ed evidente,
di diparte dal collaretto allorlo pupillare esterno.
Il colre dell'iride inizialmente nei neonati è blu poiché le cellule cromatofore dello stroma non hanno ancora coinciato a produrre pigmento, man mano che la produzione va avanti il colore si definisce più o meno entro il secondo anno di vita, ma si può stabilizzare addirittura al settimo anno di vita.
La densità delle fibre di collagene, muscolari e dei vasellini dello stroma determinano il colore dell'iride.;
inoltre lo spessore, la quantità di pigmento contenuto in ogni cellula cromatofora eil colore del pigmento.
Un iride sana ha un colore omogeneo che può essere:
azzurro, marrone, o di un colore misto verde e nocciola.
SIGNIFICATO IRIDOLOGICO
rappresentanella zona immediatamente prossima al collaretto le giandole endocrine e nella restante zona i vari organo disposti pressappoco come una proiezione della originale disposizione al'interno del corpo: es il cervello in alto, le gambe in basso, i polmoni al centro.
È la zona più grande che caratterizza il colore dell'iride e dove quindi le discromie assumono una importanza rilevante.
DISCROMIE.
NERO:è costituito dal pigmento di melanina normale costituente di pelle e capelli deriva dalla reazione di polimerizzazione delle molecole che derivano dal dopa che a sua volta deriva dalla tirosina u precursore dell'ormone tiroideo;
la tirosina interviene nella formazione dell' ormone tiroideo, entrare a far parte del ciclo di Krebs o interviene nella formazione del dopa che successivamente diventa dopachione che a sua volta conduce ala formazione del fenol-melanina e dell'adrenalina;
da ciò si comprende che la presenza di questo pigmento in sedi non fisiologiche rappresenta una alterazione patologica importante del ciclo do krebs e della funzionalità tiroidea, dunque macchie di colore nero o marrone scuro in qualsiasi distretto fnno sempre pensare a gravi squilibri e a situazioni precancerose dell'organo di riferimento.
ROSSO: il pigmento di colore rosso è emosiderina formata da ferro trivalete derivante dalla distruzione di una grande quantità di globuli rossi , dunque compare in zone iridee corrispondenti a organi sottoposti a interventi chirurgici o che hanno subito notevoli traumi, è sempre dunque un segnale forte che fa pensare a perdite ematiche contemporanee e pericolose.
GIALLO: caratterizzato dal pigmento lipofuscina( che può arrivare a marroncino) deriva da complessi lipoproteici che precipitano all'interno delle cellule soprattutto del sistema nervoso; ha il compito di catturare scorie nocive tossiche che si formano all'interno della cellula nervosa quando falliscono le normali vie di eliminazione, dunque l'eccesso di questo pigmento rappresenta un sovraccarico del sistema nervoso.
ARANCIO:caratterizzato dal pigmento lipocromo che è un derivato dell'isoprene;
compare in caso di disfunzione pancreatica e raramente epatica.
OCRA: caratterizzato dalla bilifuscina deriva da una regolazione epato- biliare e lineare.
Colori della oii
ANATOMIA
L'orlo irideo interno è l'area più periferica dell'iride.
SIGNIFICATO IRIDOLOGICO
Topograficamente rappresenta la cute
DISCROMIE
BIANCO: colorazioni biancastre o offuscamenti fanno pensare a un appesantimento della pelle come organo emuntori;
se sono presenti fiocchi di colore biancastro possiamo pensare a un eccesso di acido urico con conseguenze sulle articolazioni.
Colori della oie
ANATOMIA
La sclera nela sua posizione più anteriore è rivestita da una sottile membrana trasparente, la congiuntiva che inizia a livello del lembo sclerocorneale; questo è il limite di transizione fra sclera e cornea comunemente detto orlo irideo esterno.
SIGNIFICATO IRIDOLOGICO:
l'orlo irideo esterno è l'espressione del potenziale bioenergetico dell'individuo, cioè lo stato di tutte le trasformazioni energetiche e cellulari e il livello di equilibrio tra assunzione, trasformazione e utilizzazione dell'energia attraverso i vari processi metabolici.
Dunque lo stato dell'oie ci fa comprendere quanto avanti può essere andato un processo patologico.
DISCROMIE:
BIANCO: indica la presenza di una grave patologia o di un aggressione dell'organismo.
BLU: è indice di deficit venoso e circolatorio in generale.
VERDE: sta ad indicare patologie neuro-psichiatriche di natura fobica.
ROSSO: patologie di origine reumatica.
GRIGIO: distonie neurovegetative con tendenza alla depressione.
VIOLA: deficit immunitario con compromissione del timo
Colori della sclera
ANATOMIA
La sclera è la copertura esterna del globo oculare, una membrana fibrosa che ricopre quasi interamente il globo oculare.
SIGNIFICATO IRIDOLOGICO
Il significato iridologico della sclera è profondoe complesso almeno quanto l'iride nella sua totalità, infatti la sclera rappresenta l'organismo nella sua totalità, ma a differenza dell'iride cambia velocemente ad ogni evento, dunque ci suggerisce meglio dell'iride che è un po' un impronta genetica dell'individuo, lo stato momentaneo, gli squilibri e i cambiamenti più immediati del corpo.
DISCROMIE
Le discromie della sclera sono in effetti poche, il suo colore salutare è bianco opaco
ROSSORE: capillari più o meno evidenti lisci o tortuosi non rientrano del caso delle discromie, ma rappresentano un vero e proprio studio a seconda di forme e localizzazione, ma se parliamo di un rossore diffuso nella zona temporale allora possiamo pensare a una modesta compromissione cardiaca.
GRIGIO: una nuvola grigiastra ben definita come se fosse un livido è indice di un grave squilibrio metabolico.
GIALLO: l'ingiallimento della sclera nella sua totalità fa pensare a un sovraccarico epatico, mentre una nuvola giallastra ben definita magari rigonfia è indice di un errato metabolismo lipidico sempre derivante dal fegato.
BLU: un alone bluastro in prossimità dell'iride fa pensare a una congestione venosa; se invece troviamo delle nuvolette blu ala fine di un capillare evidente ci troviamo in presenza di fermentazione e disfunzione del metabolismo degli zuccheri.
NERO: se invece di blu troviamo delle nuvolette nere ala fine di un capillare evidente la situazione è la medesima.
MARRONE: se troviamo delle macchiette marroni adiacenti l'iride, ci troviamo di fronte a macchie melaniniche che fanno pensare a una disfunzione del fegato
Utilizzando una buona macchina fotografica con obiettivo "macro" ed usando pellicola per diapositive è possibile ottenere belle immagini dell'Iride che possono essere utilizzate in modo proficuo per studiare, approfondire ed imparare l'Iridologia.
Occorre usare un'opportuna illuminazione per non avere noiosi riflessi di luce, nell'iride; fotografie effettuate con macchine tipo polaroid non vanno molto bene, perché la definizione delle pellicole non è sufficientemente perfetta.
L'importanza della definizione delle pellicole è estrema in quanto, certi piccoli grani che si formano sulla superficie dell'iride nei malati, hanno grande importanza, perché a volte indicano gravi processi infiammatorio degenerativi in atto in determinate parti del corpo.
L'Iridologia non va confusa con l'Irido diagnosi; quest'ultima è l'esplorazione della retina (parte interna posteriore del globo oculare) e delle sue eventuali alterazioni; questa tecnica comprende anche la lettura della retina dell'occhio, in quanto essa può fornire ulteriori informazioni sullo stato di salute dell'esaminato (vedi schema 2).
L'Iridologia è un metodo di indagine molto importante che il tecnico, dottore, medico, dovrebbe assolutamente conoscere ed utilizzare in fase di diagnosi iniziale.
Questa tecnica è di notevole aiuto contro gli errori della troppa "specializzazione" medica che perdendo di vista l'insieme del corpo umano, trova degli effetti (sintomi) senza comprendere le cause e così incorre facilmente in diagnosi che variano da medico a medico ed in molte diagnosi errate.
L'Iridologia indica al tecnico od al dottore e di conseguenza all'esaminato, quale è il od i settori ove indirizzare l'attenzione e le successive indagini.
Questo metodo deve comunque essere sempre integrato con le altre tecniche di indagine che la Medicina Biologica o Naturale ha a disposizione tipo: Kinesiologia, Osteopatia, Riflessologia plantare, Chiropratica, lettura morfologica dei tratti del viso e del corpo ecc., onde ottenere riscontri e più precise informazioni sullo stato di salute della persona esaminata.
In seconda istanza, per meglio comprendere e formulare più precise diagnosi, possono essere prese in considerazioni gli altri tipi di indagine elettroniche tipo quelle accennate precedentemente ed infine quelle che sono utilizzate da laboratori od ospedali, tenendo conto complessivamente di tutte le informazioni recepite dai vari tipi di osservazione.
Per l'esame iridologico, è buona norma avere una lente con almeno 6/7 ingrandimenti; in questo caso è opportuno avere molta esperienza per interpretare correttamente i segni che si vedono; usando invece un microscopio oculistico, che permette ingrandimenti da 6 a 50, meglio se binoculare, anche le persone alle prime armi possono fare studi interessanti e seri sull'Iridologia; naturalmente l'esperto trarrà beneficio, da una lettura effettuata con microscopio (o lampada a fessura), in quanto tutti i particolari risalteranno meglio, in più, potendo nel corso dell'esame diretto effettuare ingrandimenti diversi, egli penetrerà i segreti dell'Iride.
Usando un microscopio od una lampada a fessura è indispensabile utilizzare un sostegno per il mento e per la fronte del soggetto da esaminare.
Se si devono effettuare statistiche, studi particolari di gruppo, confronti, ecc., è molto utile usare un video registratore in modo da poter riprodurre, quando sarà necessario, le varie iridi registrate.
Si inizia con la valutazione del riflesso pupillare e della pupilla, cioè del forame (buco nero) centrale dell'occhio dal quale passa la luce.
Poi si passa alla valutazione dei segni patografici, cioè delle alterazioni nella trama del tessuto irideo e dei segni patocromatici, cioè delle alterazioni di colore.
Successivamente si passa all'esame di:
1- La zona dell'Orletto Pupillare Interno, cioè il margine della pupilla sul suo versante interno, verso il centro dell'occhio.
2 - La zona dell'Orletto Pupillare Esterno, cioè il margine della pupilla sul suo versante esterno, verso la periferia dell'occhio.
3 - La zona della corona, anche detta collaretto o siepe, è la zona che sta tra la pupilla e la linea circolare frastagliata chiamata appunto margine della corona.
4 - La zona degli organi, situata tra il margine della corona e il margine dell'iride.
5 - La zona dell'Orlo Irideo Interno, cioè il margine dell'iride, versante interno.
La zona dell'Orlo Irideo Esterno, cioè il margine dell'iride, versante esterno.
Valutazione del rapporto tra Orlo Pupillare Interno e Orlo Irideo Esterno.
Esaminando attentamente l'iride, scopriremo che essa ha un colore base.
Questo colore indica per primo, il tipo di costituzione, ne abbiamo 3 grandi gruppi:
A - Costituzione linfatica,
B - Costituzione Ematogena,
C - Costituzione biliare; ogni gruppo ha delle sotto divisioni.
Secondariamente il colore indica anche la "frequenza" fondamentale di funzionamento di quella persona.
La più o meno compattezza delle lamelle concentriche dell'iride, indicano anche il grado di esercizio della volontà ed il grado di reattività alle malattie e le più o meno disposizioni alle eliminazioni dei fattori tossici.
Una trama molto fitta, paragonabile al tessuto di seta, denota vitalità e fisico forte.
Una trama poco densa è tipica di un individuo costituzionalmente debole.
La luminosità del colore è anch'essa indicativa della buona Salute, mentre al contrario un'iride opaca indica debolezza e facilità alla malattia; è come se il corpo fosse avviluppato da un corpo opaco che ne impedisce l'osmosi perfetta (nutrimento ed eliminazione) con l'ambiente esterno.
Per esempio i segni bianchi, gialli, arancione, indicano anche uno stato infiammatorio, mentre quelli scuri una ridotta funzionalità, una cronicità.
Macchie verdognole nelle zone polmonari, indicano quasi sempre sospetta tubercolosi.
Continuando l'esame, troviamo che esiste un cerchio che delimita un "Buco" la Pupilla; essa è un buco dilatabile, che si trova al centro dell'iride, attraverso il quale la luce penetra.
Il Buco nero rappresenta l'Ego/IO dell'essere con la sua Coscienza.
Questo "Buco nero" (vedi sopra) è il riflesso dell'Ego/IO, della CONSAPEVOLEZZA; quando incontrate una persona, guardandola negli occhi se siete osservatori, noterete immediatamente quale sia il grado di felicità o di sofferenza che essa ha; quando trovate un Ego consapevole ed equilibrato, la sua pupilla sarà ben rotonda ed esprimerà Gioia ed altre belle sensazioni; nel comune linguaggio diciamo: "Che espressione luminosa"...
La Luce fisica entra dalla Pupilla, in quanto essa è il riflesso dell'Ego/IO cioè dell'insieme delle nostre Esperienze, la luce porta il "Verbo", la Parola, le Informazioni e l'Essere le trasforma in Consapevolezze ed in Vissuto.
La lettura del colore e delle sue modificazioni, delle macchie che si producono nell'iride, permettono di rilevare perturbazioni organiche e psichiche.
Se esaminiamo l'Iride partendo dal Centro fino al Cerchio pupillare, notiamo la zona nera, il buco pupillare o "Buco Nero",questo come abbiamo gia' detto è il riflesso-rappresenta-simboleggia analogicamente l'Ego/IO; troviamo anche all'interno in quella posizione non visibile ad occhio nudo ma con strumenti particolari, il Cristallino che è il riflesso della Mente; esso si trova al centro e davanti al Buco nero pupillare.
Esso è un corpo trasparente dell'occhio a forma di lente biconvessa, situato dietro la pupilla. Questo è il riflesso (simbolo) della MENTE, il quale serve anche come lente per mettere bene a fuoco le immagini che vengono visionate; cosi come la mente deve mettere a fuoco le idee per renderle visibili, quindi comprensibili e logiche all'Ego/IO.
L'occhio nella sua globalita' (globo oculare) rappresenta oltre all'Essere stesso (Vivente) anche l'Universo stesso; Il globo oculare ha la forma simbolica per rappresentare il TUTTO.
Il bordo pupillare riflette, cioe' rappresenta ed e' collegato con la parete interna dello stomaco (mucosa); cio' significa che lostomaco e' il primo organo che inter-reagisce con l'Ego/IO della persona e nello stomaco vengono a "fissarsi" registrarsi in primis TUTTE le esperienze di dolore vissute durante la propria esistenza (memoria); esso e' l'hardisk principale del corpo vivente - vedi Uomo PsicoElettronico + Body-www - ogni organo ed ogni cellula ha la sua memoria, cosi come ogni atomo, particella subatomica, ha la propria memoria nel proprio CEM.
L'iride si manifesta fisicamente nel centro esterno, dell'Uovo oculare, il globo oculare; quest'ultimo è la proiezione dell'Uovo energetico emanato - vedi Campo toroidale del Cuore - o (CEI) Campo Psico Energetico Informato, nel quale viviamo e che quando siamo ammalati, diminuisce di dimensione e varia di colore; la cosiddetta "aura" è il suo primo segmento elettromagnetico; esso risuona con i colori dall'infrarosso all'ultravioletto nella materia ed è riflesso anche nei vari colori delle iridi che troviamo.
Nell'Uovo oculare è "inserito o proiettato" tutto il corpo umano; analogicamente l'Uovo o campo energetico informato contiene l'immagine, proiettata del corpo fisico ed è inserito a sua volta in un immenso "Corpo pensante", la Vita nel corpo dell'UniVerso.
Il "buco pupillare", è il riflesso dell''Ego/IO e rappresenta nel finito, il "grande nulla" ovvero l'InFinito; ciò significa che l'Ego/IOè un Punto dell'Infinito che manifesta se stesso per comunicare con gli altri infiniti punti e quindi definirsi e definire l'Infinito; egli è proiettato/riflesso nel buco pupillare.
Saper creare e mantenere il processo Osmotico, lo scambio biochimico, elettromagnetico, informazionale, nei giusti rapporti fra l'Ego, il "buco nero" dell'Infinito e la Sua manifestazione, la fisicita': gli Elettroni, gli Atomi che compongono il Campo Psico Energetico Informato, le Molecole, le Cellule, gli Organi, i sistemi, l'Ambiente esterno l'Universo; ciò significa poter raccogliere il maggior numero di informazioni sulla Vita e vivere Godendo una Perfetta Salute.
L'Ego/IO/NOI, il "dentro" dello Spirito nel corpo, per comunicare con il "fuori", l'Ambiente (per Ambiente si intende Tutto ciò che sta fra l'Ego ed i confini dell'Universo) e tendere così all'Infinito le sue Consapevolezze sulla Vita che tende all'Infinito.
Le malattie come abbiamo già più volte affermato, sono la conseguenza dei Conflitti Spirituali (di ignoranza sulle leggi che regolano le strutture viventi e/o non accettazione delle "prove" nella vita) che "scendono dal cielo dello Spirito" nella terra fisiologica e quando trovano il "terreno" adatto (vedi Bio elettronica), proliferano generando il corpo del conflitto, la malattia, ovvero l'azione del male, cioè il corpo dell'ignoranza.
Ciò significa che ogni conflitto irrisolto quindi, tende a scendere nel corpo fisico ed a fissarsi nell'organo bersaglio collegato all'archetipo conflittuale.
Gli errori Spirituali fanno compiere al soggetto azioni sbagliate che alterano SEMPRE l'autoregolazione ormonale ed il potereacido/basico (pH) ossido/riducente (rH) e quello dielettrico (rò) di tessuti e cellule, quindi i processi omeostatici si alterano e anche la Termica corporea, producendo moria della flora batterica intestinale, alterazioni Nutrizionali e quindi intossicazione di tutti i liquidi corporei, il terreno.
A questo punto potremmo svolgere uno studio in forma radiale ed a spirale risalendo dall'organo malato riscontrato nell'iride, arrivando così a comprendere quale parte del Campo Psico Energetico Informato e della Mente non funziona a dovere, cioè quali sono gli schemi mentali che bloccano il processo osmotico fra l'Ego e l'Ambiente, l'Universo e di conseguenza conoscere quali sono le NON Consapevolezze dell'Essere sulla Vita.
E' di tutta evidenza che per consigliare ad un malato la via da seguire per recuperare la Salute, dobbiamo abbracciare il suo Tutto, riflesso e generalizzazione del Tutto Universale.
L'Iridologo dovrebbe essere anche un esperto in Medicina Biologica, per consigliare al paziente Tutte le terapie naturali adeguate ed in quel termine, devono intendersi tutte quelle tecniche atossiche naturali, non invasive, chiamate impropriamente "Alternative", che derivano dalla Medicina Tradizionale e popolare antica, comprese le tecniche psichiche (Iniziatiche) che già dall'antichità venivano praticate, fino alle moderne tecniche di indagine anche Bio elettroniche, per trarne il massimo vantaggio e più precisione nelle diagnosi e nelle terapie.
Ecco perché auspichiamo il recupero, anche da parte della medicina Universitaria, di tutta questa Conoscenza.